Tuesday, November 02, 2004

Dear Mr. Neocon, I write to you a letter...

Caro Christian Rocca,
prendo te, che sei il mio neocon di riferimento, come tramite per rivolgermi a tutta la categoria. Mi piace leggere i vostri blog e le vostre teorie. Mi incuriosiscono perché le considero, con rispetto parlando, un coacervo di stronzate come era da anni che in politica non capitava.
Dunque, prima che arrivino i risultati delle elezioni presidenziali americane, a bocce ferme, colgo l’occasione per scriverti la presente, che spero leggerai.

Tu negli ultimi tempi hai speso molte parole sulle elezioni americane per dimostrare che Kerry è più falco di Bush. Che Kerry è il vero conservatore. Che è un opportunista. Che cambia parere continuamente. Che non c’entra niente con la sinistra. Che è il vero candidato di destra. Che nessuno, nemmeno con tutto l’impegno riesce a considerarlo un buon candidato. Che in caso di sua vittoria la sinistra non avrebbe nulla da festeggiare.

E io te le do tutte per buone.

Ma vorrei farti presente, a te e tutta la categoria, che è vero anche il contrario. Ovverosia che in caso di vittoria di Bush i neocon non avrebbero nulla da festeggiare. Perché avete perso comunque.
Il vostro liberation-tour (Iraq – Siria – Iran - N. Corea, ecc ecc) è fermo alla tappa iniziale, dove si sta dimostrando un flop clamoroso, e non ha alcuna possibilità di arrivare neppure alla seconda. Nemmeno con un altro quadriennio repubblicano.
Stop. L’export di democrazia è già finito. La vostra rivoluzione anche.

E sai perché avete perso?
Non perché avete combattuto"on cheap". Non perché c’era Bremer anziché un altro migliore.
Ma per un motivo molto molto più semplice: perché le vostre teorie sono un concentrato di stronzate.
Esportare la democrazia con la forza è una barzelletta.
Si può raccontarla alla tv un milione di volte, fino a farla sembrare una cosa seria a tanti pirla che guardano i teleschermi. E voi l’avete fatto.

Ma ci sono cose, vivaddio, che non si decidono democraticamente. Il teorema di Pitagora resta vero anche se convinci un miliardo di elettori del contrario.

Esportare la democrazia con la forza resta una barzelletta anche se un miliardo di elettori non ridono più quando la sentono.
E’ una questione logica, non politica.

Lascialo dire a uno che non scriverà sul Wall Street Journal, non insegnerà alla Columbia, non dirigerà think tank di sorta. Ma è pur sempre uno stimato professionista

1 Comments:

At 3:58 PM, Anonymous il senno di poi said...

:))))))))

 

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